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#Oltre i libri

Tortuga - BOCCONI

18 dicembre 2018

“Cosa vuoi fare da grande?”

Tra chi risponde che gli piacerebbe fare il pompiere e chi l’astronauta, qualcuno ancora si azzarda a voler fare il giornalista. Raccontare storie e notizie agli altri, uno dei mestieri più antichi del mondo (dopo quello lì, più famoso).

Entrare nel mondo dei media probabilmente non è mai stato complicato come oggi. La vendita di quotidiani è in continuo calo (i due principali, Corriere della Sera e Repubblica, in quattro anni hanno visto calare le copie vendute di circa il 40 per cento) e i nuovi assunti sono sempre meno, e sempre più precari. Secondo l’Agcom in Italia nel 2016 c’erano circa 35mila giornalisti attivi in Italia, di cui un terzo precario e il 40 per cento al di sotto dei 5mila euro di reddito annuo.

Eppure ci sono ancora tanti giovani che vogliono avvicinarsi al mondo del giornalismo, attratti dalla responsabilità di raccontare i fatti e le opinioni ai lettori. Non per forza si rivela una scelta azzardata: il giornalismo oggi offre possibilità inesplorate fino a qualche anno fa.

Grazie alla rete oggi il giornalista può accedere molto più rapidamente a una miriade di fonti e verificarne facilmente l’attendibilità. Può accedere al lavoro dei suoi colleghi. Può addentrarsi nelle nuove branche del settore, come il data journalism. Può utilizzare i social network per farsi conoscere anche autonomamente e raccogliere attorno a sé un pubblico personale interessato ai suoi articoli e le sue opinioni.

Se vuoi diventare un giornalista ed emergere in questo settore, ti possiamo dare tre consigli.

Primo: studia.

Il mondo è pieno di giornalisti che interpretano il proprio ruolo come semplici megafoni di opinioni e storie altrui. Non è così: il cronista deve essere in grado di discernere il vero dal falso, essere pronto a studiare e comprendere dossier anche tecnici, saper leggere e interpretare i dati, orientarsi nei cavilli delle leggi e delle normative. Più è in grado di portare a termine questi compiti, più è libero di non dipendere da chi vuole – legittimamente – influenzare il suo lavoro per ottenerne vantaggio mediatico. Per questo è consigliabile iscriversi all’università, specializzandosi secondo i propri interessi in corsi come economia, giurisprudenza, scienze politiche (e nel frattempo non smettere mai di leggere i giornali). Avere delle nozioni e delle competenze in questi campi risulta essenziale al giorno d’oggi. In più, esistono le scuole di giornalismo. Si tratta di master di due anni in cui vengono insegnati i rudimenti del mestiere e si fa pratica attraverso il lavoro nelle redazioni, reali o simulate. Sull’utilità di questi corsi ci sono opinioni discordanti: è probabile che possano essere utili, anche se non alternative ai corsi universitari, almeno triennali. Il giornalista che sa solo scrivere diventerà ben presto un’arma nelle mani di chi lo vuole influenzare, e con lui i suoi lettori. Per di più, essere assunto in modo stabile non è per nulla scontato. Una buona base universitaria garantisce un valido piano B in caso di necessità.

Secondo: fai pratica ogni volta che puoi.

Le opportunità di iniziare a lavorare sono tantissime. Blog, canali YouTube, pagine Facebook, collaborazioni con redazioni locali, giornali scolastici, radio universitarie. Non pensare che il momento di sporcarsi le mani e di fare sul serio sia sempre domani: inizia il prima possibile a produrre il tuo materiale, raccontando le storie che reputi più avvincenti o commentando i fatti più interessanti. L’originalità è un elemento molto apprezzato e gli spunti di certo non mancano. Scrivere ti può aiutare anche a imparare le regole di base, ad esempio come utilizzare e citare le fonti. A proposito, l’utilizzo delle fonti può anche essere strategico.

Terzo: copia, ma senza mai nasconderti.

Il buon giornalista è quello che apprezza il lavoro altrui e lo fa proprio, se gli interessa. Però, per correttezza professionale e per trasparenza verso i lettori, attribuisce sempre il merito agli autori a cui si è ispirato e – se ne è in grado – sviluppa ulteriormente il lavoro che hanno portato a termine. Questo ti permetterà di essere riconosciuto come giornalista affidabile e preciso, e porterà anche chi ha letto i tuoi articoli a citarli nei propri e a farti conoscere. Inoltre, se apprezzi un particolare giornalista, citalo nei tuoi articoli o video: in questo modo potrai segnalargli il tuo lavoro e se lo troverà interessante potrai contare sul suo contatto nel caso ti servissero consigli o volessi proporgli una collaborazione in futuro.

Il lavoro del giornalista è ancora oggi uno dei più interessanti e stimolanti. Un lavoro per cui servono curiosità e dedizione, e seguire un preciso codice deontologico oggi più necessario che mai. Siamo immersi nell’era della comunicazione, in cui vi è un eccesso di offerta di informazioni nel quale è facile perdere i punti di riferimento. Il giornalista è proprio colui che decide, o meglio consiglia, su cosa vale la pena prestare attenzione e su cosa no. Ed è bene che in prima persona lui ne sia consapevole.

Se pensi che il giornalismo possa essere la strada giusta per te, qui trovi dei validi suggerimenti pratici (e cinici al punto giusto), su come proporti in modo efficace a chi potrebbe essere interessato a pubblicare i tuoi articoli. Per qualche consiglio in più su come muovere i primi passi nella professione, invece, ti consigliamo di dare un'occhiata a quest'altro articolo.

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